20 orrori ed errori d’Italiano: occhio, ragazzi!

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20 orrori ed errori d'Italiano: occhio, ragazzi!

Da un po' di tempo a questa parte, i miei weekend sono dedicati al lavoro arretrato, piuttosto che al riposo... Ebbene, stavo correggendo gli ultimi compiti in classe dei miei alunni e a ogni segno rosso ( o meglio, rosa, perché la penna rossa si è esaurita) sento un colpo al cuore. Mentre colleziono orrori ed errori d'Italiano dai colori più sgargianti, mi rendo conto che sì, d'accordo, la nostra è una lingua stupenda, armonica, che la poesia e la canzone italiana possiedono una musicalità unica al mondo, ma... c'è un ma! L'Italiano è una lingua difficile e ogni giorno, mentre la scriviamo, ci attanagliano dubbi riguardo alla sua grammatica e alla grafia corretta di molte parole. 

Mi rendo conto che il nostro continuo girovagare sui social spesso non aiuta e che spesso (può capitare!) anche specialisti della lingua, come giornalisti e insegnanti, commettono distrattamente degli errori che ai nostri occhi possono consolidarsi come forma corretta. Di corretto, però c'è ben poco.

Ecco, allora, che ho pensato di accantonare un momento i compiti da correggere e di rimandare la stesura delle relazioni a questa sera e impiegare un'oretta del mio tempo ad elencare i più comuni orrori ed errori d'Italiano che capita spesso di incontrare. Alla fine della scuola manca solo una settimana, presto si aprirà la danza degli esami: spero che questo ripassino possa tornarvi utile.

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  1. Sì o si?

Nessuno dei miei alunni lo sa: la particella affermativa "sì" deve essere sempre accentata! Quindi se volete rispondere affermativamente a un messaggio d'invito, come "Ti va di andare al cinema?", dovete scrivere ", con piacere!". Per tutti gli altri usi, "si" non vuole l'accento ("Si sta comodi su questo divano").

2. Da, dà o da'?

L'uso corretto dipende da ciò che intendiamo: da, senza accento e senza apostrofo, è la preposizione semplice ("Vado da Laura"); , con l'accento, è voce del verbo dare ("Gli dà un bacio", 3° persona singolare del presente indicativo); da', con l'apostrofo, invece, è seconda persona singolare dell'imperativo del verbo fare ("Da' la mano a tua sorella!").

3. Fa o fà?

Senza nessun dubbio l'accento è bandito dalla terza persona singolare del verbo fare: la forma corretta è fa, senza accento ("Che tempo fa?").

4. Qual è  o qual'è?

Uno degli errori d'Italiano che incontro più frequentemente e praticamente ovunque è proprio questo. Vi prego, memorizzatelo: la forma corretta è "qual è", senza l'apostrofo!!! Infatti si tratta di un'apocope vocalica e non di un'elisione. Capito? Qual è! Qual è!

5. Un po' o un pò?

Non c'è storia: si scrive "un po' ", con l'apostrofo e mai, dico mai, con l'accento. Il motivo è presto detto: po' è troncamento della parola poco, insomma cade una sillaba e l'apostrofo ne è testimonianza. Ho rivelato questo incredibile segreto ai miei alunni di 3^ media e, increduli, sono rimasti a bocca aperta. 

6. Se stesso o sé stesso?

Altro errore d'italiano che fa accapponare la pelle è l'accento, scorretto, su "se stesso". Quando il se è accompagnato da stesso non è necessario l'accento, che invece va segnato quando stesso non c'è. In pratica: "Ognuno pensi per " e "Chi è causa del suo mal pianga se stesso". Per il se ipotetico il problema non sussiste. 

7. E o ed? A o ad?

Questa regola sembra non conoscerla nessuno. La d eufonica si aggiunge solo quando la parola successiva cominci con la stessa vocale: Ho visto Luca ed Erica ieri; Vai ad allenarti anche domani? 

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8. Un amico o un'amico?

Ce lo hanno insegnato da bambini, ma forse in molti lo abbiamo dimenticato: un, maschile, non si apostrofa, mentre l'apostrofo è obbligatorio con una e i nomi al femminile che iniziano per vocale. Dunque un amico, ma un'amica!

9. Celeberrimo o celebrissimo?

Il superlativo assoluto di celebre è celeberrimo.

10. È piovuto o ha piovuto?

Entrambe le forme sono corrette se si intende proprio parlare della caduta della pioggia dal cielo. In tutti gli altri casi, cioè quando a piovere non è la pioggia, si deve utilizzare il verbo essere, per esempio "sono piovute critiche".

11. C o Q?

Quanti dubbi, eh? Eccone fugati alcuni: evacuare e non evaquare, proficuo e non profiquo, scuotere e non squotere, riscuotere e non risquotere, promiscuo e non promisquo, scuola e non squola, innocuo e non innoquo. OK?

12. Insegnare a qualcuno o imparare a qualcuno?

Il professore insegna ai suoi studenti, mentre sono essi a imparare da lui. Tutta questione di punti di vista.

13. "Ma però" si può dire?

Ma però, due congiunzioni avversative che normalmente non dovrebbero accumularsi, è una forma largamente attesta nella nostra tradizione letteraria. Passi nel parlato e nello scritto informale, ma se lo usate in uno scritto d'esame sarà segnato come errore.

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14. Aeroplano o aereoplano? Aeroporto o aereoporto?

Le forme corrette, come ci insegna l'Accademia della Crusca, sono aeroplano e aeroporto. E nessun altra.   

15. Scienza o scenza? Scientifico o scentifico?

Quella i è la nostra croce, a volte c'è altre non c'è... eh, beh, in questo caso c'è! Le forme corrette sono scienza e scientifico.   

16. A volte o avvolte?

Lo so che cosa intendete, ma quando volete riferirvi alla frequenza con la quale compite un'azione di usa a volte. Avvolte è participio passato del verbo avvolgere. 

17. Tutto a posto o tutto apposto?

Facciamocene una ragione: la forma corretta è a posto!

18. Davvero d'accordo? 

Esatto, ragazzi: davvero si scrive tutto unito, mentre d'accordo vuole l'apostrofo, che non sarà rosa e non si troverà tra le parole ti amo, ma se ci azzeccate vi varrà la lode e pure il bacio in fronte del bidello. 

19. Proprio o propio? Purtroppo o pultroppo?

Mi viene la pelle d'oca anche solo a menzionarli, questi errori d'italiano sono terribili, ma si vedono spesso. Si scrive proprio, con la r, e purtroppo, anch'esso con la r. 

20. Puntini di sospensione: 3, 4 o quanti ne vuoi?

Anche se i saggi latini dicevano "Melius est abundare quam deficere", i puntini di sospensione sono sempre e solo tre. Tutti gli altri sono semplice spreco d'inchiostro.

 

Eleonora

Eleonora Musumeci

3 thoughts on “20 orrori ed errori d’Italiano: occhio, ragazzi!”

  1. Marina Napolitano - 3 giugno 2017 1:40

    Non nascondo che a volte qualche dubbio sovviene anche a me, ma cerco sul dizionario o su internet la forma corretta della parola su cui non sono certa. Alla fine non si smette mai di imparare

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  2. Eleonora Fenu - 4 giugno 2017 10:00

    Ele, come sempre la migliore! Articolo ironico, interessante e brillante

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  3. roberta - 5 giugno 2017 2:05

    alcune cose non le sapevo altre mi hai rinfrescato la memoria grazie mille per questo post che ho trovato davvero molto utile

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