Achille Lauro, uno di noi.

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Non era mia diretta intenzione fare un articolo su Achille Lauro, né su Sanremo. Mi sembrava che già si fosse detto tutto, che fare una lista di canzoni, critiche, commenti, sarebbe stato superfluo, non avrebbe aggiunto nulla. Ma, come mio solito, mi informo leggo e, lavorando in ambito social, passo molto ore esplorando i social network. D’improvviso mi salta all’occhio questo commento:

«La cosa che mi preoccupa è: cosa stanno insegnando ai vostri figli? Oggi sembra che sia tutto normale, baciare un altro uomo, offendere Dio, parlare di sesso come fosse tutto normale dimenticando gli insegnamenti biblici e far sì che le cose normali diventino antiche e le cose anormali diventino reali. Quello che mi fa paura è che la tolleranza sta prendendo più vigore e sta distruggendo la generazione futura. Il compito del Cristiano è di inculcare [qualcosa, nds] al fanciullo e fallo crescere in una sana dottrina. Se non lo facciamo noi, ci pensa il nemico a distruggere la nostra generazione. Preghiamo per i nostri figli per i nostri nipoti affinché Dio possa proteggere la nostra generazione».

Tralasciando il fatto che ho dovuto correggere una dozzina di errori ortografici per far sì che i contenuti fossero chiari, ho sentito l’esigenza, nonché il dovere di fare alcune considerazioni.

Chi è Achille Lauro

Achille Lauro è un artista e ciò che abbiamo visto sul palco di Sanremo ne è la prova. 5 quadri, 5 scenari diversi, 6 canzoni, 5 collaborazioni, un connubio di narrazioni mescolate con arte, teatro, musica, costumi, scenografia, trucco ed effetti speciali. Costruito ad hoc dall’artista e dal suo staff allo scopo di deliziare, provocare, raccontare, rendere omaggio ma soprattutto per dare un solo unico grande messaggio. Cito testualmente:

«Esistere è essere.
Essere è diritto di ognuno.
Dio benedica chi è.»

Al di là delle implicazioni bibliche, in cui non ho intenzione di addentrarmi, il fatto grave che sussiste nel commento che ho citato è che nel nostro paese c’è una forte discrepanza tra ciò che dovrebbe essere ritenuto giusto e ciò che dovrebbe essere ritenuto sbagliato. Premesso che non sono io a dover decidere cosa lo sia da cosa non lo sia, la violenza, l’ignoranza e, azzardo, la pericolosità di questo commento sono indubbie.

Che cosa ha fatto?

Achille Lauro

Vi svelo un segreto: Achille Lauro lo sapeva. Lo sapeva che sarebbe stato trafitto dalle malelingue, lo sapeva che dai più non sarebbe stato compreso, sapeva anche che il suo mettersi a nudo durante tutta la sua carriera, iniziata a soli 14 anni, sarebbe stato scomodo. Perché parla di droga, di sesso e Rock’n’Roll (aspetta, dove l’ho già sentita questa?), perché parla del suo passato, perché parla della strada dell’amore e perché infine a Sanremo ha anticipato la sua transizione, che si completerà il 16 Aprile, all’uscita dell’ultimo Album. Vi svelo un altro segreto: quello di Lauro è stato un lavoro, sofferto, importante, a tratti intellettuale, tragico e a tratti divertente. Un passaggio obbligato che ha prosciugato il dolore e disintegrato l’opinione delle persone. Achille lascia la strada, abbracciando l’arte.

Allora vorrei rispondere a quella persona: cosa insegna Achille Lauro ai nostri figli? Ad essere esattamente chi vogliono essere, ad amare chiunque vogliano e a combattere per i propri ideali, sempre.

Attenti a voi, «La stessa rosa che ci trafigge il petto.
Insieme, inginocchiati davanti al sipario della vita.
E così sia.
Dio benedica

Solo noi

Esseri Umani».

Alba Capasso

Alba Capasso

Alba Capasso, 26 anni, copywriter in erba e amante dei social network. Ama dire la propria, dove c’è un problema cerca di trovare sempre la soluzione più congeniale e creativa. Sogna di lavorare nell’ambito della pubblicità e di aiutare le persone. Fa la raccolta differenziata con cura e sta cercando di non mangiare carne. Compito arduo essendo una napoletana doc che ama cucinare e soprattutto mangiare. Odia la perfezione e la scortesia, la gentilezza è il suo mantra.

2 thoughts on “Achille Lauro, uno di noi.”

  1. Avatar

    RITA AMICO - 12 Marzo 2021 17:10

    Condivido il tuo pensiero, anche se onestamente lo preferivo l’anno scorso. Quest’anno è stato un po’ un deja vu e il suo messaggio è stato spesso offuscato da troppa pomposità. Mi piace di più quando è !al naturale” e dice delle cose molto profonde.

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  2. Avatar

    Margot - 15 Marzo 2021 10:53

    A me non piace molto il suo genere, ma non per quello che può trasmettere o meno ai nostri figli, ma perchè ripropone cose già viste in passato, non ci trovo nulla di originale. In ogni caso concordo con te, quel commento è molto fuori luogo. Ci sei mancata moltissimo. ^^

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